La storia del Cai Asti e il coro delle zucche

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Festa di compleanno per la rivista Astigiani che è arrivata al 18° numero (è in edicola e nelle principali librerie a 7 euro). Il trimestrale di storia e storie è stato presentato martedì nel salone della ex biblioteca Astense, in corso Alfieri, a pochi passi dalla nuova sede-redazione che l’associazione ha aperto all’angolo con via San Martino, di fronte a palazzo Mazzetti. “Una vetrina che si accende nel cuore della città è una buona notizia, siamo orgogliosi che sia la nostra. Un contributo al risveglio culturale di Asti” ha annunciato il direttore Sergio Miravalle, che ha condotto la carrellata sfogliando virtualmente le 120 pagine della rivista e dando voce agli autori.


La presentazione è stata anche l’occasione per fare il bilancio del Bagna Cauda Day organizzato a fine novembre dall’associazione Astigiani. Sono stati premiati i dieci fotografi che hanno vinto il contest su Instagram, organizzato d’intesa con il Consorzio della Barbera d’Asti. Il presidente Filippo Mobrici ha confermato il sostegno alla manifestazione “non come semplici sponsor, ma come partner, impegnati a svilupparla e farla conoscere insieme ai nostri vini”.

Rispettando lo slogan “La Bagna Cauda fa bene”, l’associazione Astigiani ha deliberato di destinare 4000 euro in azioni di concreta solidarietà: duemila euro sono destinati ad aiutare i terremotati del centro Italia tramite “Specchio dei tempi” della Stampa. Un contributo di mille euro andrà alla sezione di Asti dell’Aisla, e altri mille ai ricercatori torinesi, indicati dal presidente Luciano Nattino, che stanno sperimentando metodi di cura della Sla.


La presentazione ha visto momenti di particolare intensità e simpatia. E’ intervenuto il coro Amici della montagna, diretto da Flavio Duretto, che si è esibito dopo che il presidente della sezione Cai di Asti Silvio Lungo Vaschetto e l’autore Toni Rinetti hanno illustrato il servizio sui 95 anni del sodalizio. Erano presenti, con Carlo Ventura, anche gli altri scalatori che nel 1981 compirono la spedizione sulle Ande peruviane.


Con la ricercatrice Marta Pavia si è introdotta una estemporanea esibizione di suonatori di zucca legata alla rievocazione del gruppo degli “Scolari della Val Masone” che negli Anni Trenta conquistarono il pubblico torinese. La banda delle zucche è stata vista anche in un raro filmato del 1947 dedicata alle prime feste del vino ad Asti.

Il sommario del numero 18 di Astigiani è particolarmente ricco e curioso.
Si comincia con un ricordo scritto da Aldo Gamba delle domeniche a piedi che nell’inverno 1973/’74 fermarono le auto degli italiani, fecero abbassare i riscaldamenti e spegnere i lampioni. Si è poi passati al tema filatelico illustrato da Fausto Ferraris (l’associazione astigiana è al 70° della fondazione): l’Astigiano rappresentato nei francobolli attraverso i suoi personaggi, da Alfieri a don Bosco, ma non mancano le chicche di Paolo Conte e di Badoglio.

Astigiani racconta poi l’epopea di due personaggi: Matteo Prandone, epico difensore della città contro le milizie del Maramaldo nel 1526 (autore Rosellina Piano), e Francesco Cirio, nicese di nascita inventore del cibo in scatola, capitano d’industria dalle sorti altalenanti, descritto con passione da Giuseppe Baldino che a Castelnuovo Belbo ha organizzato un museo su Cirio.


L’intervista “Confesso che ho vissuto ” è stata firmata da Manuela Caracciolo a Michele Chiarlo, un eterno innamorato della barbera, che ha raccontato l’esperienza e le difficoltà di vendere questo vino piemontese giudicato negli Anni Sessanta “troppo popolare”. Il rettore dell’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo Piercarlo Grimaldi ha illustrato la ristampa del volume sui “Proverbi monferrini” di Agostino Della Sala Spada: “Un patrimonio di saperi che altri territori non hanno”.
Astigiani 18 si completa con le numerose rubriche: tra queste le novità: spazi ritrovati e tesori dimenticati. Laura Secci indaga sul mistero di un importante palazzo pubblico in vendita nel centro di Asti, la sede della ex Banca d’Italia e Fabio Calosso illustra la bellezza della chiesa di San Rocco.

Per la sezione “Insieme” ecco il Club del fornello che celebra i 35 anni: la presidente Margherita Berruti ha presentato una serie di dolci preparati dalle socie e molto apprezzati dal pubblico che ha gustato anche il panettone da 5 chili preparato apposta dalla Barbero di Asti.

Un altro super panettone di analogo peso e bontà è stato portato da Attilio Cerrato e Mauro Chicarella, tesoriere e componente del direttivo di Astigiani, alla mensa della Casa di Riposo “Città di Asti” per condividere le feste di Natale con gli anziani ospiti.

Un brindisi con l’Asti docg e gli auguri di buone feste hanno concluso la presentazione, con l’arrivederci alla primavera prossima per il nuovo numero della rivista trimestrale.

Astigiani lancia la campagna di iscrizione con abbonamento per il 2017 aggiungendo la formula da 25 euro l’anno “passa e ribassa” con la consegna delle copie nella nuova sede di corso Alfieri angolo via San Martino, aperta di martedì, giovedì e sabato delle 15,30 alle 19.

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