In memoria del nostro presidente

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Anche oggi, sabato, la sede di Astigiani resterà aperta dalle ore 15,30 alle 19 per raccogliere firme e pensieri in memoria di Luciano Nattino, presidente del’associazione, scomparso la sera del 30 novembre.

La moglie di Luciano Nattino, Alba Nicoletti e la famiglia ringraziano commossi gli amici di Luciano e tutti coloro che in questi giorni stanno inviando messaggi di affetto e ricordo alla sua memoria.

L’ultimo saluto a Luciano è previsto lunedì 4 dicembre alle ore 16,20 (e non alle 15,30 come in un primo tempo è stato diffuso) al Tempio crematorio del cimitero di Asti.

Eventuali donazioni in memoria di Luciano siano destinate alla ricerca sulla Sla condotta dall’Università di Torino
Coordinate bancarie per bonifico INTESA SAN PAO-LO IBAN: IT45Z03069092171 0000 0460191 DI-PARTIMENTO DI NEUROSCIENZE D212  causale: “A favore ricerca  SLA Prof. Chio'”

 

Da “La Stampa” del 2 dicembre 2017

“Una preziosa eredità che manterremo viva”

La morte di Luciano Nattino è da molti  commentata con umanissima tristezza e solidarietà come la sua liberazione dalla scafandro di dolore che lo aveva man mano imprigionato in questi ultimi cinque anni. Uno scafandro causato dalla Sla che Luciano ha continuato tenacemente a perforare con lo sguardo dei suoi occhi verdi, cercando il contatto con gli amici e le persone che lo hanno amato.
E’ questa straordinaria voglia di vivere, nonostante tutto, che rende la sua memoria vivida.
Luciano Nattino andrà ricordato non solo per questi ultimi cinque anni di calvario silenzioso, ma anche e soprattutto per le migliaia di pagine che ha scritto, per la passione che ha messo nelle cose in cui credeva, per la voglia di scegliere da che parte stare, anche quando era la parte più scomoda.
Prima studente tra i fermenti del ’68, poi professore e intanto animatore teatrale fin dagli anni della parrocchia a San Pietro e poi regista e amministratore della cosa pubblica. E poi ancora il teatro, il suo teatro, la capacità di creare emozioni dal poco o dal nulla. Magopovero fu un nome non scelto a caso. Il suo gruppo teatrale composto dagli amici di sempre e da altri che si sono aggregati: operai, studenti, sindacalisti. Con Antonio Catalano, Armando Boano, Renzo Formaca, Maurizio Agostinetto e altri “attori” Nattino ha firmato opere straordinarie: dalla balena bianca Moby Dick, che si gonfiava in scena spinta dalle musiche suadenti di Paolo Conte, all’arguzia contadina del Gelindo, la favola di Natale fatta rivivere da gente come Emanuela Pastrone, Tino Perosino, Gina Giannino.
Troppo facile pensare che ora, da qualche parte, quella la compagnia si sia ricomposta. Lo aspettavano, mancava il regista.
L’eredità che Nattino lascia alla sua città è più preziosa di quanto possa sembrare. Più di settanta opere teatrali, compresa l’ultima, quel “Un regalo fuori orario” che racconta della Sla e della sorpresa amara di ritrovarsi  avvolto dallo scafandro.
E poi ci sono gli studi di sociologia, i contatti internazionali, l’archivio delle memorie e della teatralità popolare con migliaia di registrazioni. Un lavoro che continua grazie ai suoi discepoli. In ultimo la partecipazione all’avventura editoriale e culturale di Astigiani. Ci ha creduto fino alla fine. La faremo continuare in suo nome.

Sergio Miravalle