Diario della quarantena: la testimonianza di Rita De Alexandris

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Continuano ad arrivare testimonianze che arricchiscono il Diario della Quarantena pubblicato su Astigiani di giugno che ne contiene già più di 130. Chi volesse aggiungere il suo contributo al Diario può ancora farlo scrivendo a info@astigiani.it. Si prega di indicare nome cognome, attività e non superare le 2500 battute. Ricordiamo che Astigiani,”speciale pandemia”, è in tutte le edicole dell’Astigiano e nelle principali librerie.

L’inaffondabile Nonna Irma

Rita De Alexandris
Ex insegnante, Asti

C’era, e per fortuna c’è ancora, una bisnonna che nella casa di riposo in cui si trovava, nella fretta di alzarsi da tavola, è caduta e si è lussata l’anca. Era la sera del 23 marzo ed eravamo in piena emergenza sanitaria. Portata al pronto soccorso, alle 2 di notte, viene ricoverata in attesa di venire operata. Ciò avviene il 26, l’operazione riesce bene e due giorni dopo già si parla di iniziare al più presto la fisioterapia. Siamo però nei giorni in cui il contagio da coronavirus anche ad Asti è in espansione; infatti arriva la tosse, si alza la febbre e il tampone risulta positivo.

Inizia il periodo di isolamento e di peregrinazione da un reparto all’altro, perché si chiudono reparti al loro normale funzionamento per accogliere i sempre più numerosi contagiati. Cambiano i medici, il personale infermieristico, e a noi famigliari vengono date informazioni da persone sempre diverse e non quotidianamente. In quei giorni è difficile avere notizie di lei.

Poi finalmente si può ridurre l’ossigeno, le fanno fare la prima videochiamata e noi la sentiamo chiedere con apprensione: “ Ma voi state bene? Voi come state?”.  Capiamo che la situazione sta migliorando perché è lei a preoccuparsi per noi e infatti il tampone risulta negativo. Dopo 14 giorni, ecco un altro tampone negativo; così mia suocera, che compirà 99 anni il prossimo agosto, può lasciare l’ospedale.

Ho cercato di sintetizzare al massimo, ma sono stati giorni interminabili. Andrea, il pronipote, a Natale le aveva fatto gli auguri definendola “inaffondabile meglio del Titanic”, e lei, Ermida De Battista in Galli, per tutti “nonna Irma”, si è dimostrata davvero meglio del Titanic, vincendo la sua battaglia contro il coronavirus.

Dobbiamo però riconoscere che il merito va anche ai medici, alle infermiere, alle OSS, che l’hanno curata, confortata, sostenuta in questa sua battaglia: persone davvero speciali per professionalità, disponibilità e umanità, persone che non dimenticheremo mai.