Diario della quarantena: la testimonianza di Pippo Bessone

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Continuano ad arrivare testimonianze che arricchiscono il Diario della Quarantena pubblicato su Astigiani di giugno che ne contiene già più di 130. Chi volesse aggiungere il suo contributo al Diario può ancora farlo scrivendo a info@astigiani.it. Si prega di indicare nome cognome, attività e non superare le 2500 battute. Ricordiamo che Astigiani,”speciale pandemia”, è in tutte le edicole dell’Astigiano e nelle principali librerie.

Il ginger della mamma

Pippo Bessone
Cantautore, scrittore, comico

Pandemia da Coronavirus. Una cosa seria. Colpisce in particolare le persone anziane e con patologie conclamate. Ho cercato di spiegare ai miei genitori già anziani (mio padre 87 mia madre 82) che questo visus era come un’influenza, ma molto pericolosa per loro, avrebbero dovuto stare il più possibile a casa, perché il contagio poteva essere per loro fatale.

Mi risposero che erano già normalmente a casa e quindi non c’erano problemi al riguardo. Faccio una premessa, abitano in una cascina in campagna in provincia di Cuneo e va da sé che debbano spostarsi in macchina per qualsiasi necessità. Insistevo, dicendo loro che bastava anche solo andare a far la spesa per essere contagiati.

Rispondevano: vanta bin ca vugna a cateme caicos, mirima nen per el virus ma mirima ed fam? (bisogna pur che vada a comprare qualcosa, altrimenti moriremo prima di fame che di virus). Mi rendevo disponibile a far loro la spesa, ma mia madre rispondeva che non erano ancora moribondi perché io provvedessi a fargliela e quindi dovevo star tranquillo che avrebbero provveduto loro.

Il Primo tentativo fu inutile. Seguì la fase seria del picco covid e ritentai un’altra volta di spiegare ai miei genitori che la situazione era grave e che dovevano restare in casa, ma la risposta fu che dovevo stare tranquillo che al massimo andavano solo fino a lì. Ecco! Dove fosse il “lì” devo ancora capirlo adesso.

Mi resi disponibile a fare io la spesa, ma non accettarono, mi resi disponibile ad accompagnarli ovunque e non accettarono, l’unica cosa che riuscii a fare fu di tagliare l’erba nel giardino. Sudato ed affaticato, mascherina sul volto, chiesi a mia madre di portarmi qualcosa di fresco da bere, arrivò con la bottiglia di ginger fresca, gli domandai se avesse portato anche il bicchiere, rispose: beiva a la buta sunma pa strius, te me fii! (bevi alla bottiglia, sei nostro figlio non ci fa mica schifo) ricominciai a spiegare che era per via del virus e lei si allontanò scocciata dicendo: ti el to virus! (tu e il tuo virus)

La sensazione fu quella che il virus fosse una mia invenzione, anche perché i vicini di casa non portavano la mascherina e dicevano che sto virus era tutta un’invenzione per farci stare alle loro regole e che quelli erano ben furbi. Anche in questo caso chi fossero “quelli” non sono riuscito a capirlo, pare che i vicini sostenessero una versione complottistica atta a farci stare in casa così che ridotti alla fame avremmo accettato le loro condizioni economiche.

Non voglio neanche parlare delle varie autocertificazioni che ho compilato per mia madre che regolarmente dimenticava a casa, trasgredendo a tutte le norme imposte in quel periodo, si giustificava dicendo che nel suo piccolo paese non c’erano gastronomie e quindi dove avrebbe potuto trovare le cose che di solito piacevano a papà? È stata solo fortuna che non sia incappata in pattuglie varie di controllo, ed ha continuato a farsi la spesa in vari negozi man mano che gli serviva qualcosa.

Se sono ancora vivi e solo per un colpo di fortuna, io non sono riuscito a spiegare loro la gravità del problema e ancora oggi vado a trovarli e mi sento dire: sa! Gaute lu li dan facia va! (togliti sta cosa dalla faccia va!).

I genitori del mio amico Marco hanno grigliato costine tutte le domeniche invitando i soliti amici e si giustificavano dicendo che erano i soliti di sempre e che non avrebbero invitato nessuno nuovo. I genitori di Piero abitano in un condominio di 10 alloggi, a turno ogni famiglia preparava pranzo per tutti, tavolate di 20-30 persone come minimo (complimenti anche ai genitori di Piero)
Riassumendo, in sto periodo ne sono successe di tutti i colori e se i contagi sono calati e solo perché forse il virus si è indebolito un po’ e non perché la gente ha capito il problema, augurandoci che non si ripresenti rinvigorito in autunno, vado a rispiegar ai miei genitori per l’ennesima volta che…