Bandiere issate nel futuro “Bosco degli Astigiani”: lanciato l’azionariato verde

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È stato Nicolò, nato il 17 marzo 2020, in braccio ai genitori, ad issare simbolicamente l’asta con le tre bandiere (la biancorossa astigiana, il Tricolore e quella europea) che da sabato segna il grande terreno dove prenderà vita il Bosco egli Astigiani. Oltre 5 ettari collinari che, dalla strada del Fontanino salgono verso la suggestiva chiesetta di Viatosto, diventeranno il più grande parco pubblico della città.

“Il sorriso di Nicolò era sulla copertina di Astigiani del giugno scorso, come segnale di speranza dall’uscita dalla pandemia, abbiano voluto lui come simbolo di futuro per fa nascere il Bosco degli astigiani” commenta Sergio Miravalle, il direttore della rivista, che ha lanciato l’idea del bosco.

Al termine della presentazione del nuovo numero di Astigiani centinaia di persone dal cortile della scuola agraria “Penna” hanno compiuto i “cento passi”, superando il sovrappasso dell’autostrada A21 e si sono trovate al tramonto a godere lo spettacolo sorprendente del prato appena tagliato e delle colline che degradano verso la strada del Fontanino frequentatissima da chi passeggia e fa jogging. Sullo sfondo il profilo della chiesetta di Viatosto.

Dopo la foto ricordo e il brindisi ben augurale (con i vini dell’Istituto Penna) la promessa di ritrovarsi in autunno per la messa a dimora dei primi alberelli. L’idea ha dunque messo radici e trovato disponibilità.

Lo hanno confermato il sindaco di Asti Maurizio Rasero e l’assessore Loretta Bologna che hanno annunciato decisivi passi avanti nella trattativa tecnica con la Banca di Asti (proprietaria del terreno) per avere a disposizione l’appezzamento da destinare a bosco giardino ad uso pubblico. “Ringrazio Astigiani per aver dato l’idea che l’amministrazione ha accolto e intende sviluppare: penso ad un concorso di idee che coinvolga più soggetti e trasformi il Bosco degli Astigiani in qualcosa di unico a disposizione dei cittadini” ha ribadito il sindaco.

“Stiamo lavorando con la Banca d’Asti, presieduta da Giorgio Galvagno che quando era sindaco di Asti fu tra i promotori di numerosi parchi cittadini, per far sì che il Bosco degli Astigiani diventi realtà, anche attingendo da fondi nazionali ed europei che favoriscono la nascita di nuovo verde urbano” ha aggiunto l’assessore Bologna.

Il direttore Miravalle sottolinea: “Per far crescere il Bosco degli Astigiani occorre l’aiuto e l’impegno di tutti. Noi mettiamo in campo, oltre all’entusiasmo, anche l’adesione di centinaia di nostri lettori e abbonati chiamati a sottoscrivere un’azione verde da almeno cento euro, che darà diritto, oltre che a ricevere la nostra rivista in abbonamento ad “Attestato verde di condivisione” a perenne testimonianza di chi ha sostenuto la nascita del Bosco”.

“Reagiamo a questa lunga stagione di ansie e dolori mettendo a dimora alberi che testimonieranno alle generazioni future la nostra risposta di astigiani alla pandemia e la nostra volontà di superarla, sottolineando il valore di una comunità di destino” ha commentato Piercarlo Grimaldi, presidente dell’associazione Astigiani che ha ricordato come il terreno del Bosco sia sull’ideale confine tra la città e la campagna, punto di incontro tra due mondi.

“Noi dell’associazione Astigiani, che abbiamo lanciato e sospinto l’idea, ci diamo il compito di stimolare il comitato promotore a dare vita e corpo al progetto, allargando le alleanze e coinvolgendo altri enti e associazioni a cominciare dall’Istituto Agrario Penna che ha la sede e le vigne confinanti con il terreno. Il   preside Renato Parisio si è dimostrato un alleato prezioso”.

In queste settimane – Sergio Miravalle, a nome di Astigiani, ha partecipato ad incontri con altri gruppi di cittadini (il comitato di corso Alba impegnato nella felice crescita del Parco Fruttuoso, e quello di via Madre Teresa di Calcutta che gestisce un’area verde in corso Casale) per fare rete e mettere in comune le esperienze. In città si discute anche della manutenzione del Bosco dei Partigiani, a testimonianza che il tema del verde pubblico è sentito, e deve anche essere condiviso.

Ci sono leggi nazionali che promuovono e favoriscono la nascita e la manutenzione del verde urbano. Tutti facciano la loro parte.